Divulgazioni

Monografia Jandoli

“Di tutti gli atti creativi compiuti dall’artista, quello più immediatamente leggibile è il disegno. Il disegno è infatti anche il primo atto di espressione a cui l’artista ricorre, quando abbozza la forma futura di ciò che è ancora solo una sua emozione interiore… Il disegno è, pertanto, essenzialmente movimento, tensione di chiaro e di scuro. Il modo in cui un nero è contrapposto a un bianco, la modulazione dei passaggi dall’uno all’altro o la fermezza dei loro contrasti, tutto contribuisce a suggerire un certo ritmo dinamico. Una macchia, in un disegno, è altrettanto calcolata quanto un suono in composizione musicale. Salvo casi in cui questi elementi siano deliberatamente neutralizzati, il disegno non è altro che un’impronta – quasi una emanazione – di caratteristiche della vita in movimento…”.

 René Huyghe


“Non c’è arte, per astratta che sia, che non si riferisca all’esperienza visiva, come a quella emotiva, sebbene non abbia bisogno di richiamarsi a oggetti specifici. L’artista è arrivato a parlare di tensione dell’opera mediante la quale egli esprime la sua vitalità come un organismo. Essa nasce tanto dalla sua relazione (comunque generalizzata) con un mondo esterno di comune esperienza (di cui l‘arte stessa fa parte), quanto da una costruzione puramente interiore …”.

Robert Goldwater


L’artista dice di sé: “Non ho scritto mai volentieri della mia poetica… ho provato per diverso tempo disagio di fronte al mio lavoro; avvertivo sempre di più che il quadro che realizzavo non rispondeva ad una necessità interiore.
Ho sempre cercato uno spazio fatto di memoria, ritrovato con gli impulsi del sentimento e dell’intuizione, ma col tempo certi contesti rappresentativi con la realtà, sono apparsi privi di interesse.

Non mi basta più rappresentare una realtà di fantasia, sogno o di memoria, è la pittura stessa che deve diventare realtà e non la sua rappresentazione”.

Carmine Jandoli

Memorie, 50 anni dopo – 1945/95

Questo progetto è nato per facilitare l’approccio all’evento storico della Resistenza attraverso colori, forme, materiali diversi nei quali non vi è traccia di retorica, né di ricostruzione oleografica o di maniera. Attraverso le centocinque opere è possibile accedere nel modo più diretto, ma tramite il filtro dell’arte, ad un momento della nostra storia che appartiene, nelle sue luci e nelle sue ombre, al nostro Paese. La memoria del passato non può perdersi, anche se conservarla costa fatica, anche se ricordarla significa mettere in gioco il proprio passato, sospendere il giudizio, dubitare. Senza passato non c’è futuro. E’ questo il messaggio, l’idea-forza di questa nostra ricerca.
Primo Levi ci ricorda in una delle sue ultime poesie, quasi un testamento, che nel passato individuale e collettivo, sono contenuti i fili di cui è tessuta la nostra esistenza.

da “Memorie Cinquant’anni dopo” – Carmine Jandoli


Rassegna stampa

Esposizione di Bologna (2-20 maggio 1995)
Palazzo dell'Archiginnasio
Esposizione di Siena (5-18 giugno 1995)
Palazzo Comunale - Magazzini del sale


Volumi e testi a cura di Carmine Iandoli e/o scritti sull’artista sono affiadati in deposito legale (D.P.R. 252/2006, Art. 7 comma 6) presso gli archivi dei seguenti Istituti di Cultura

  • Ministero per i Beni e le attività Culturali – Biblioteca Nazionale Centrale – Roma
  • KUNSTHISTORISCHES ISTITUT – Firenze
  • Biblioteca Nazionale Centrale – Firenze
  • UNIVERSITA’ ALMA MATER – Bologna
  • BIBLIOTECA DELL’ARCHIGINNASIO – Bologna
  • MAMBO – MUSEO ARTE MODERNA – Bologna
  • SORMANI – Biblioteca Comunale Centrale – Milano
  • BRAIDENSE – Biblioteca Nazionale – Milano
  • CASTELLO SFORZESCO – Biblioteca D’Arte – Milano
  • Bicocca – Universita’ Statale – Milano
  • INSMLI – Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia | Casa della Memoria – Milano
  • Il volume “Contaminazioni” è reperibile presso: Libreria Puccini – Corso Buenos Aires 42 – Milano
  • Biblioteca Civica centrale – Torino
  • Biblioteca Centrale Regione Siciliana – Palermo