Divulgazioni

Monografia Jandoli

“Di tutti gli atti creativi compiuti dall’artista, quello più immediatamente leggibile è il disegno. Il disegno è infatti anche il primo atto di espressione a cui l’artista ricorre, quando abbozza la forma futura di ciò che è ancora solo una sua emozione interiore… Il disegno è, pertanto, essenzialmente movimento, tensione di chiaro e di scuro. Il modo in cui un nero è contrapposto a un bianco, la modulazione dei passaggi dall’uno all’altro o la fermezza dei loro contrasti, tutto contribuisce a suggerire un certo ritmo dinamico. Una macchia, in un disegno, è altrettanto calcolata quanto un suono in composizione musicale. Salvo casi in cui questi elementi siano deliberatamente neutralizzati, il disegno non è altro che un’impronta – quasi una emanazione – di caratteristiche della vita in movimento…”.

René Huyghe


“Non c’è arte, per astratta che sia, che non si riferisca all’esperienza visiva, come a quella emotiva, sebbene non abbia bisogno di richiamarsi a oggetti specifici. L’artista è arrivato a parlare di tensione dell’opera mediante la quale egli esprime la sua vitalità come un organismo. Essa nasce tanto dalla sua relazione (comunque generalizzata) con un mondo esterno di comune esperienza (di cui l‘arte stessa fa parte), quanto da una costruzione puramente interiore …”.

Robert Goldwater


In questa nuova monografia sull’ artista il focus ritorna sul tema del “viaggio”, un’ulteriore occasione per rappresentare in modo singolare dall’occhio attento dell’artista che mette a fuoco la sua sensibilità.
Scoprire che viaggiare insieme a leggere e ascoltare è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi.
Le opere di questi anni mediano l’esperienza diretta della realtà e illuminano il presente.
I lavori di Jandoli si delineano su vari versanti tematici, principalmente espressivi e concatenati tra loro. Si vedano ad esempio opere che rappresentano il rapporto lirico e tragico dell’uomo con la natura come in“Terra dei fuochi” del 2010, “Bellico” del 2013, “Olocausto” del 2000 che affrontano il discorso sulla violenza insieme a “Densità Semantiche” del 1993, nonché’ le aggressioni degli uomini contro i loro simili in “Cromie Inquiete” del 1998. Nella stessa intensità’ espressiva, i lavori sono trattati con uno stile carico di cruda potenza, connessi con un percorso psicologico ed esistenziale.
L’intuito creativo dell’artista viene interpretato con una molteplicità di percorsi visivi. Questi percorsi si pongono come problematica principale la tesa lettura del presente, sebbene con uno sguardo proiettato verso un possibile, intuibile futuro. L’analisi contemporanea avviene grazie alle metafore messe in campo dall’autore che reinterpreta la lettura commossa del poeta e del viaggiatore.

Silvia De Vecchi


L’artista dice di sé: “Non ho scritto mai volentieri della mia poetica… ho provato per diverso tempo disagio di fronte al mio lavoro; avvertivo sempre di più che il quadro che realizzavo non rispondeva ad una necessità interiore.
Ho sempre cercato uno spazio fatto di memoria, ritrovato con gli impulsi del sentimento e dell’intuizione, ma col tempo certi contesti rappresentativi con la realtà, sono apparsi privi di interesse.

Non mi basta più rappresentare una realtà di fantasia, sogno o di memoria, è la pittura stessa che deve diventare realtà e non la sua rappresentazione”.

Carmine Jandoli

Memorie, 50 anni dopo – 1945/95

“Quando diciamo che un popolo ricorda stiamo dicendo in realtà che un passato è stato attivamente trasmesso alla generazione presente e che questo è stato accettato come dotato di senso. Al contrario, un popolo “dimentica” quando la generazione che è in possesso del passato non lo comunica alla successiva, o quando questa rifiuta quanto viene a ricevere e non lo trasmette a sua volta, che poi è la medesima cosa”…

Ypsef Hayim Yerushalmi


Questo progetto è nato per facilitare l’approccio all’evento storico della Resistenza attraverso colori, forme, materiali diversi nei quali non vi è traccia di retorica, né di ricostruzione oleografica o di maniera. Attraverso le centocinque opere è possibile accedere nel modo più diretto, ma tramite il filtro dell’arte, ad un momento della nostra storia che appartiene, nelle sue luci e nelle sue ombre, al nostro Paese. La memoria del passato non può perdersi, anche se conservarla costa fatica, anche se ricordarla significa mettere in gioco il proprio passato, sospendere il giudizio, dubitare. Senza passato non c’è futuro. E’ questo il messaggio, l’idea-forza di questa nostra ricerca.
Primo Levi ci ricorda in una delle sue ultime poesie, quasi un testamento, che nel passato individuale e collettivo, sono contenuti i fili di cui è tessuta la nostra esistenza.

da “Memorie Cinquant’anni dopo” – Carmine Jandoli


Imprescindibile è il riconoscimento del valore didattico della collezione realizzata da Carmine Iandoli, sia per la scelta del soggetto- che impone una riflessione storica sulla Resistenza, il più vivo tra i periodi del recente passato del nostro Paese -, sia come opportunità per una riflessione critica sulla potenzialità creativa degli artisti di oggi e sulla qualità del loro lavoro.
Il termine qualità è forse la chiave di questa iniziativa perché, se non fosse supportata proprio da un alto livello qualitativo, nella scelta degli artisti invitati e nell’impegno sincero con cui questi hanno risposto all’invito, tutta l’operazione si sarebbe esaurita nella sterile retorica della commemorazione.
La necessità per gli artisti di muoversi all’interno di un’apparente costrizione di tema e di forma, anziché ridurre le possibilità espressive, ne moltiplica la potenza, perché ogni soluzione linguistica, formale e poetica realizza – per citare Schiller – la propria “libertà nel fenomeno”.

da Qui Touring, maggio 1999
Il castello delle memorie
di Maria Fratelli


Rassegna stampa

Esposizione di Bologna (2-20 maggio 1995)
Palazzo dell'Archiginnasio
Esposizione di Siena (5-18 giugno 1995)
Palazzo Comunale - Magazzini del sale


Volumi e testi a cura di Carmine Iandoli e/o scritti sull’artista sono affiadati in deposito legale (D.P.R. 252/2006, Art. 7 comma 6) presso gli archivi dei seguenti Istituti di Cultura

  • Ministero per i Beni e le attività Culturali – Biblioteca Nazionale Centrale – Roma
  • KUNSTHISTORISCHES ISTITUT – Firenze
  • Biblioteca Nazionale Centrale – Firenze
  • UNIVERSITA’ ALMA MATER – Bologna
  • BIBLIOTECA DELL’ARCHIGINNASIO – Bologna
  • MAMBO – MUSEO ARTE MODERNA – Bologna
  • SORMANI – Biblioteca Comunale Centrale – Milano
  • BRAIDENSE – Biblioteca Nazionale – Milano
  • CASTELLO SFORZESCO – Biblioteca D’Arte – Milano
  • Bicocca – Universita’ Statale – Milano
  • INSMLI – Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia | Casa della Memoria – Milano
  • Biblioteca Civica centrale – Torino
  • Biblioteca Centrale Regione Siciliana – Palermo
  • Il volume “Contaminazioni” è reperibile presso: Libreria Puccini – Corso Buenos Aires 42 – Milano